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mercoledì
apr042012

IWTB Interview: Alessia Giacobino, Part III

JO NO FUI e l’Estetica dell’Architetto
IWTBAB incontra Alessia Giacobino, spirito creativo di JO NO FUI
By Gala

E’ stata incoraggiata ad intraprendere la carriera di stilista, e ad abbandonare la carriera di interior designer, proprio perché costantemente notata per il suo stile personale di abbigliarsi, combinare ed assemblare le cose, di presentarsi. Cosa indossava da ragazza? Com’era composto il suo stile così da catturare l’attenzione di esperti buyer, tanto da arrivare a chiederle se quello che indossava era frutto delle sue stesse mani?

Ecco sì, da giovane ero decisamente più hippie. Avevo una collezione di jeans incredibili che d’estate abbinavo a degli zoccoli di mia mamma vintage. Poi con delle borse di cuoio particolari, e delle camicie di mussola con i pizzi che, magari, mi ero anche “customizzata” da sola, con l’aiuto di mia nonna, che sapeva usare la macchina da cucire. Quindi ci divertivamo ad attaccare delle cose, i jeans li “arricchivamo ” con delle passamanerie ricamate, i fondi ricamati, il pezzo di una borsa lo attaccavamo su un’altra borsa creando delle cose meravigliose. Un gran mix di cose. Andavamo alla Montagnola a Bologna, che è un mercato del vintage e sceglievo, che so, un maglione infeltrito e lo abbinavo al “montoncino” vintage anni ’70 e poi, sotto ci mettevo, ad esempio, la gonna meravigliosa di chiffon di seta di Dior di mia nonna. Era fantastico.

Oggi è diverso. Quando eravamo ragazzine noi non c’erano i blog. E quindi, a volte sembravo una vera e propria aliena; le mie coetanee si vestivano da “paninare” e io arrivavo con questi look allucinanti.

Motivo di ispirazione per la sua ultima collezione è anche la figura della “socialitè”: Una di oggi: Eugenie Niarchos, per lei esempio perfetto di “It-girl”. Una di ieri: sua nonna, di cui ricorda ancora il vezzo delle maglie marcate Ritz Saddler. Ci parli un po’ di questa mitica nonna….Qualche aneddoto su di lei?

Mia nonna ha avuto un ruolo fondamentale nella mia vita. Era una persona sempre molto solare, molto espansiva, con un carattere molto estroverso. I miei nonni avevano dei locali famosissimi a Bologna e a Riccione, che erano dei luoghi di ritrovo per tutto il jet-set italiano. Loro stessi erano due personaggi molto particolari. Mio nonno, ex-velista, era un uomo di un’eleganza estrema. Viaggiavano spesso, soprattutto la Francia che era la loro meta d’elezione, per carpire le novità e portarle poi a Riccione e a Bologna, nei loro locali. Conservo delle foto meravigliose di quei posti, di quegli anni, delle attrici dell’epoca. C’era un fermento di un certo tipo, per cui sia mia madre, sia io, quando ero piccola, siamo state abituate ad una certa estetica, eravamo abituate a vedere il jet-set di quel tempo, che era super-esclusivo. Mia nonna era una persona di grande gusto. Ho ereditato tutto il suo guardaroba.

Mi portava dappertutto, mi faceva stare sino a tardi nei suoi locali. Mi diceva:”Ma sì, dai! Rimani! Stasera c’è una festa!”. Ho dei bellissimi ricordi di quell’epoca.

Anche il suo “armadio” è fonte continua per lei di ispirazione, a volte più di un viaggio fatto inutilmente per cercarla. Suscita tutta la nostra curiosità! Cosa c’è altro nel suo guardaroba?

Nel mio armadio c’è tutto! O meglio, ho un armadio della stagione e una cantina piena di roba che non so più dove mettere, scatoloni, cose appese divise per categorie, quindi abiti, capospalla, eccetera. Tutto ben diviso per tipo e chiuso nel cellophane, tutto molto pressato, soprattutto vintage, che continuo a comprare. Adoro girare per mercatini. Sperpero tutti i miei guadagni nel vintage, per cui il mio armadio si arricchisce di stagione in stagione, oltre a JO NO FUI, ovviamente

Casa mia, è comunque un archivio di oggetti infinito, frutto dei miei giri continui nei mercatini, che aggiusto, sposto, cambio. Poi faccio anche dei prototipi per il Salone del Mobile, dove presento una mia collezione, per cui ho anche tutti i miei prototipi che girano per casa…. Anche il mio ufficio è un posto interessantissimo, di cui non ho mai parlato, mai fotografato. E’un vecchio mulino, un posto veramente affascinante, anche lì ho tanto materiale rimasto ancora inutilizzato.

JO NO FUI and the Aesthetic of the Architect
IWTBAB meets Alessia Giacobino, creative soul of JO NO FUI
By Gala

You were encouraged to interpret the career of stylist and to abandon the career of interior designer, because you were steadily noted for your personal style of dressing, of combining and assembling things, of appearing. What did you wear when you were a girl? How were you able to compose your style so to capture the attention of expert buyers, so much to arrive at asking you if what you wore was done by your hand?

Well, yes, I definitely was more a fan of the hippie style when I was younger. I had a fantastic jeans collection which I used to wear with my mother’s vintage clogs. And with incredible leather sacks and muslin lace shirts that I customized with the help of my grandmother who knew how to use a sewing machine. We had fun sewing things on anything, embroidery, trim, we would put pieces of a bag onto another bag, creating amazing things. A big mix of things. We used to go to Montagnola, Bologna’s vintage market, and I would pick, for example, a felted sweater, and I would wear it with a 70s sheepskin jacket and a fanstatic Dior silk chiffon skirt that belonged to my grandmother. It was great.

Today things are different. When I was young, blogs did not exist so sometimes I really was considered an alien; my girlfriends all had the preppy look that was the trend of the time and there I was with those patchwork looks.

The inspiration for your latest collection is also the socialite figure. One of today: Eugenie Niarchos, for you a perfect example of the “It girl.” One of yesterday: your grandmother, who you remember had the charming habit of wearing Ritz Saddler. Tell us a little about this mythical grandmother. Some anecdotes about her?

My grandmother had a key role in my life. She was a very radiant, effusive person with a communicative personality. My grandparents owned famous clubs in Bologna and Rimini where all the Italian jet set would gather. They were quite the characters themselves. My grandfather, a former yachtsman, was a man of extreme elegance. They were traveling a lot, very often in France, which they loved, and they would bring back new trends and lifestyle to their clubs in Bologna and Riccione. I still have incredible pictures of these places, pictures of actresses of the time. There always was a special type of crowd around us, this is the reason why my mother and I are used to a certain aesthetic, we were used to mixing with all the jetsetters of the time who were ultra exclusive. My grandmother had exquisite taste, I inherited all her wardrobe. She would take me everywhere, I would stay late with her at the clubs and she would say: “Come on, stay, there’s a party tonight!” I have beautiful memories of that period of time.

Your closet is a continuous source of inspiration for you, sometimes more than a travel made in vain to search it. Evoke our curiosity! What else is there in your closet?

My wardrobe is full of everything! Or rather, I have a closet with clothes of the season and a cellar full of things I do not know where to store: boxes, pieces on hangers divided by category, coats, skirts, etc. Everything is well divided and cellophaned, I have a lot of vintage pieces which I keep on buying. I love vintage markets, I spend all my money on vintage pieces and so my closet is getting more crowded every season, without counting my JO NO FUI clothes, of course.

My home is a never ending archive of objects I gather around the world, pieces I repair, adjust, move, exchange. I also design prototypes for the Milan Design Fair during which I present my collection, so my house is also full of those prototypes. My office is also a very interesting place; I never talk about it and it has never been photographed. It’s an old windmill, fascinating, and I have a lot of unused material stocked there, too.

Alessia Giacobino photographs © 2012 Alessia Giacobino and courtesy of marieclaire.it. All Rights Reserved.

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Reader Comments (4)

Her grandparents sound fabulous! Funny how such a small story can stir one's imagination.
7 aprile 2012 | Unregistered CommenterKate
"Old windmill". Is she perhaps related to Don Quixote?
10 aprile 2012 | Unregistered Commentermike
Kate, I loved this story too! So glad to hear you found it inspiring.
12 aprile 2012 | Registered Commenterkellina
Michael, you needn't tilt at this windmill, honey...
12 aprile 2012 | Registered Commenterkellina

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