IWTB Interview: Alessia Giacobino, Part II
martedì 28 febbraio 2012
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JO NO FUI e l’Estetica dell’Architetto
IWTBAB incontra Alessia Giacobino, spirito creativo di JO NO FUI
By Gala

Ultimamente Eliana Miglio ha sfilato sul Red Carpet del 6° Festival Internazionale del Film di Roma vestita JO NO FUI. Il prossimo passo potrebbe essere un Red Carpet ancora più internazionale. Quale attrice del panorama mondiale cattura la sua attenzione? Quale o quali potrebbero essere perfette per internazionalizzare maggiormente lo spirito JO NO FUI?

Trovo particolarmente interessante Keira Knightley che potrebbe essere una donna JO NO FUI, sempre molto particolare, ma mai troppo esageratamente eccentrica.

Il cinema, oltre all’arte e all’architettura, ha avuto molta influenza sul processo creativo delle sue ultime collezioni.”In the mood for love” di Wong Kar-Wai è stato il filo conduttore della collezione dello scorso inverno. Ben tre film per la collezione della Primavera scorsa: “Belle de Jour” di Louis Bunuel,i cui echi si sono protratti nella collezione invernale ora in boutique, “American Gigolò” di Paul Schrader e “9 settimane e ½” di Adrian Lyne. Ora, per la collezione Primavera-Estate 2012, è la volta del film “La piscine” di Jacques Deray, e la sua affascinante interprete Romy Schneider, che le hanno ispirato quei favolosi decori tipici anni ’60 visti sui colletti dei mini-dress, capo trademark del suo marchio, e sui colletti e sulle scollature di strepitose camicie da uomo, già oggetto del desiderio di molte per la prossima stagione, dopo la fantastica interpretazione di Giovanna durante la Fashion Week parigina. C’è un film che non si stanca mai di rivedere, che vorrebbe catturare nello spirito di una collezione e che ancora non vi è riuscita?

Ho provato con “American Gigolò” e Lauren Hutton, ma non riesco mai ad arrivare a quella sobrietà. È una sfida che devo ancora vincere: estrarre la mascolinità, la forza , l’essenza stilistica di “American Gigolo” e trovare il coraggio di accontentarmi in un certo senso di quell’essenzialità.

Mi sembra di capire che gli anni ’60, ’70 e ’80 sono dei decenni di sua preferenza.

Diciamo più i ’60 e ’70. Gli anni ’80 non sono degli anni che amo in particolar modo, salve qualche eccezione. La collezione estiva 2012 per esempio si è anche ispirata allo stile over-glamourous degli anni ’80 e il risultato è pazzesco ma ripeto, non sono anni che mi appassionano molto.

Un’altra fonte di ispirazione è l’armadio di sua madre. I suoi favolosi capi anni ’70-’80 le hanno dato una mano nella collezione Autunno-Inverno e a rievocare al meglio quel determinato “fascino borghese”.

Mia madre negli anni ’70 era divina! Aveva delle cose pazzesche, pantaloni di pelle, gli shorts, queste camicie fantastiche… Negli anni ’80 invece ha incominciato a mettere quei maxi maglioni che le facevano da mini-abito con gli stivali lasciati giù che scendevano sulle gambe e la frangia fonata, una cosa tremenda!

JO NO FUI and the Aesthetic of the Architect
IWTBAB meets Alessia Giacobino, creative soul of JO NO FUI
By Gala

Lately Eliana Miglio walked the red carpet of the Sixth International Movie Festival of Rome dressed in JO NO FUI. The next step could be a red carpet more international. Which actress of the world panorama captures your attention? Which could be perfect to internationalize the JO NO FUI spirit?

I particularly like Keira Knightley, she could be a JO NO FUI girl, always very special but never too overly eccentric.

The cinema, as well as art and architecture, has had a lot of influence on the creative process of your latest collections. “In the Mood for Love” by Wong Kar-Wai has been the central thread of the collection of last winter. Three movies inspire the latest spring collection: “Belle de Jour” by Luis Buñuel, which echoes the winter collection, now in the boutique, “American Gigolò” by Paul Schrader and “Nine ½ Weeks” by Adrian Lyne. Now, for the spring-summer 2012 collection, it is the time of the movie “La Piscine” by Jacques Deray, and its fascinating interpreter, Romy Schneider, that inspired you with the fabulous decorations typical of the 1960s as seen on the collars of mini-dresses, the trademark garment of your brand, and on collars and necklines of glamorous men’s shirts, already the object of desire of lots of women for the next season. Is there a movie that you never tire of watching, that you want to capture in the spirit of a collection, and that you were not yet able to realize?

I have tried with “American Gigolò” and Lauren Hutton, but I never can achieve that kind of sobriety. It’s a challenge I still have to surpass: extract the masculinity, the strength, the style essence of “American Gigolo” and find the courage to come to terms with such essentiality.

It seems to me that the 1960s, 1970s, and 1980s are the decades you prefer.

I would say the 60s rather than the 70s. I am usually not a big fan of the 80s except on rare occasions. The Spring/Summer 2012 collection for instance was very 80s, overly glamorous, and the result was amazing, but as I said, I am not particularly fond of that decade.

Another source of inspiration is the wardrobe of your mother. Her fabulous garments from the 1970s and 1980s give her a hand in the Fall/Winter collection and commemorate at its best that determinate “charm of the bourgeois.”

In the 70s my mother was divine! She had the most amazing clothes, leather pants, shorts, incredible shirts… In the 80s she started to wear maxi sweaters as mini dresses with boots that sogged on the leg and she had blowdried bangs, terrible!

Alessia Giacobino photographs © 2012 Alessia Giacobino and courtesy of marieclaire.it. All Rights Reserved.

Article originally appeared on I Want To Be A Battaglia (http://www.iwanttobeabattaglia.com/).
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